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REVISIONE STRAORDINARIA DELLE PARTECIPAZIONI: LE LINEE DI INDIRIZZO DELLA SEZIONE DELLE AUTONOMIE

REVISIONE STRAORDINARIA DELLE PARTECIPAZIONI: LE LINEE DI INDIRIZZO DELLA SEZIONE DELLE AUTONOMIE

Autore: Valentina Bolzacchini

Questo articolo contiene:

Quote possedute; SIQUEL; Società partecipate; Corte dei conti; MEF;

21/09/2017

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Gli esiti dei controlli effettuati dalle sezioni regionali sui piani di razionalizzazione hanno evidenziato situazioni eterogenee, non sempre aderenti alle norme, e comunque in gran parte scarsamente adeguate agli obiettivi di razionalizzazione perseguiti dal legislatore, per questo la necessità per la Corte dei conti, sezione delle Autonomie, di emanare le Linee guida per la revisione straordinaria delle partecipazioni con delibera n. 19/2017.

Al fine di favorire l’azione di governo e di controllo delle partecipate pubbliche , la Corte ha avviato una collaborazione istituzionale con il Ministero dell’economia e delle finanze per la rilevazione unitaria dei dati relativi agli organismi partecipati.

L’art. 24 del Testo unico, ha posto a carico delle amministrazioni pubbliche, titolari di partecipazioni societarie, l’obbligo di effettuare, entro il 30 settembre 2017, una ricognizione delle quote possedute, direttamente o indirettamente, alla data di entrata in vigore del medesimo, individuando quelle che devono essere alienate o che devono essere oggetto delle misure di razionalizzazione di cui all’art. 20, comma 1 e 2.

La ricognizione è sempre necessaria, anche in assenza di partecipazioni o in caso di decisione di mantenimento senza interventi di razionalizzazione. La rilevazione dei dati sugli organismi partecipati dalle pubbliche amministrazioni è stata unificata, pertanto le informazioni, non più inserite nel sistema SIQUEL, deve essere comunicato attraverso l’applicativo Partecipazioni del Dipartimento del Tesoro (https://portaletesoro.mef.gov.it), all’interno del quale è stata implementata una sezione dedicata alla “Revisione straordinaria ex art. 24 D. lgs. 175/16”. Le informazioni così acquisite sono rese disponibili alla competente Sezione della Corte dei conti, nonché alla struttura del MEF competente per il monitoraggio, l’indirizzo e il coordinamento delle società a partecipazione pubblica.

Al fine di agevolare le Amministrazioni è stato predisposto un modello standard dell’atto di ricognizione e relativi esiti che dovrà essere allegato alle deliberazioni consiliari degli enti.

Il modello è articolato nelle seguenti sezioni:

1. Dati dell’amministrazione;

2. Ricognizione delle partecipazioni societarie, sezione suddivisa in due distinte schede:

2.1 Partecipazioni dirette: sono oggetto di ricognizione tutte le partecipazioni dirette, di controllo e non di controllo;

2.2 Partecipazioni indirette: sono oggetto di ricognizione se detenute dall’ente per il tramite di una società/organismo sottoposto a controllo da parte dello stesso.

3. Requisiti previsti dal Testo unico società partecipate, sezione suddivisa in due distinte schede, da compilarsi per ciascuna partecipazione indicata nella rilevazione:

3.1 riconducibilità o meno della società ad una delle categorie previste dall’art. 4, con la relativa motivazione;

3.2 sussistenza delle condizioni previste dall’art. 20, comma 2, con la relativa motivazione.

4. Mantenimento della partecipazione senza interventi di razionalizzazione, in cui si potranno indicare le partecipazioni che non saranno oggetto di alienazione/razionalizzazione, con la relativa motivazione.

5. Azioni di razionalizzazione, sezione suddivisa in cinque distinte schede, di cui le prime quattro da compilarsi a seconda dell’intervento di razionalizzazione che si intende eseguire sulla società/partecipazione, con indicazione delle relative motivazioni, delle modalità di attuazione, nonché di una stima dei tempi e dei risparmi attesi:

5.1 Contenimento dei costi;

5.2 Cessione/Alienazione quote;

5.3 Liquidazione;

5.4 Fusione/incorporazione;

5.5 Riepilogo delle azioni di razionalizzazione con indicazione dei tempi di realizzazione e dei risparmi di spesa.

Si rileva quindi una rinnovata attenzione del legislatore verso un adempimento che, oltre ad essere esteso a tutte le amministrazioni pubbliche, andrà a regime con cadenza periodica. In questo contesto, sono previsti meccanismi sanzionatori unitamente ad un articolato sistema di verifiche sugli esiti della ricognizione effettuata.

 

 

 

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