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ELIMINAZIONE DEI LIMITI DI SPESA

ELIMINAZIONE DEI LIMITI DI SPESA

Autore: Valentina Bolzacchini

Questo articolo contiene:

Limiti di spesa; Comuni; rendiconto 2016; Corte dei Conti; pareggio di bilancio; Dl n.50/2017

21/09/2017

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Le pubbliche amministrazioni e gli enti locali sono soggetti ad un regime limitativo delle spese introdotto dal legislatore con l’obiettivo prioritario del risanamento dei conti pubblici e del rispetto del patto di stabilità interno. Il quadro normativo applicabile si è stratificato nel tempo con la sovrapposizione di diverse norme che vanno coordinate tra di loro.

Il recente Dl n. 50/2017, convertito dalla legge n. 96/2017, ha previsto la non applicazione di alcuni dei limiti puntuali imposti dallo Stato a talune voci di spesa dei bilanci degli enti locali a condizione che abbiano approvato il rendiconto 2016 entro il termine di scadenza del 30 aprile 2017 e che abbiano rispettato il saldo tra entrate e spese finali previsto dalle norme sul pareggio di bilancio (articolo 9 legge n. 243/2012).

I Comuni e le relative forme associative (consorzi e unioni di comuni) che si trovano nelle sopra indicate condizioni, non si applicano, per il 2017, le norme che imponevano riduzioni per (articolo 6. D.l. n. 78/2010):

• studi e incarichi di consulenza (comma 7): -80% spesa 2009

• relazioni pubbliche, convegni, pubblicità e rappresentanza (comma 8): -80% spesa 2009

• sponsorizzazioni (comma 9): vietate

• attività esclusiva di formazione (comma 13): -50% spesa 2009

 

Si conservano invece altri limiti, quali:

  • la riduzione dei compensi, indennità e gettoni, le retribuzioni o le altre utilità corrisposte dalle pubbliche amministrazioni ai componenti degli organi di amministrazioni e organi collegiali: -10% rispetto a quanto risultante al 30 aprile 2010

  • missioni (comma 12): -50%rispetto al 2009

  • acquisto di arredi (legge n. 228/2012)

  • spesa per le mostre: -20% spesa 2009, che vale non solo per i comuni ma anche per le regioni e tutti gli enti locali

  • acquisto, manutenzione, noleggio ed esercizio di autovetture (eccetto le auto della polizia locale, dei servizi sociali o per servizi di manutenzione stradale) ed acquisto di buoni taxi: -30% spesa 2011, rammentando che è terminato il divieto di acquisto di nuove auto previsto fino al 2016 dalla legge n. 228/2012

     

Il legislatore, nell'introdurre limiti e divieti, ha sempre avuto come modello di riferimento strutture organizzative mastodontiche quali potrebbero essere quelle dei Ministeri, delle Agenzie o delle pubbliche amministrazioni con migliaia di dipendenti e centinaia di auto, senza rendersi conto che nella realtà quotidiana poi le norme vanno applicate anche ai piccoli Comuni, tenendo conto che molte spese sono poi vincolate per legge, come l’assicurazione e la revisione periodica.

Pertanto l’eliminazione dei limiti solo per alcune voci potrebbe rappresentare un problema per quegli enti che avevano provveduto a rimodulare i limiti delle varie voci di spesa, infatti la Corte dei conti - Sezione delle autonomie - con deliberazione n. 26/2013 ha ammesso la possibilità di rideterminare i limiti di spesa, garantendo comunque il risparmio complessivo richiesto dal legislatore.

La possibilità di non applicare i limiti di spesa sopra illustrati, è riproposta anche per gli anni successivi al 2017, limitatamente solo ai Comuni che approveranno il bilancio 2018-2020 entro il 31 dicembre prossimo.

 

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