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PARTECIPATE: SANZIONI PER LA MANCATA RAZIONALIZZAZIONE STRAORDINARIA

PARTECIPATE: SANZIONI PER LA MANCATA RAZIONALIZZAZIONE STRAORDINARIA

Autore: Valentina Bolzacchini

Questo articolo contiene:

Partecipate; sanzioni; socio pubblico; Dlgs 175/2016

13/09/2017

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Entro il 30 settembre le amministrazioni devono provvedere ad effettuare la revisione straordinaria delle partecipazioni societarie possedute alla data del 23 settembre 2016.

Al fine di supportare i Comuni nell’adempimento degli obblighi, l’Anci ha diffuso una nota che illustra i principali passaggi del procedimento, nonché le Linee Guida di indirizzo della Corte dei Conti e la bozza di delibera di ricognizione e revisione straordinaria delle partecipate.

La mancata approvazione, la cui competenza si ritiene essere del Consiglio Comunale, prevede anche la sanzione pecuniaria (che può arrivare fino a 500mila euro), oltre che  "in caso di mancata adozione dell'atto ricognitivo ovvero in caso di mancata alienazione entro i termini, il socio pubblico non può esercitare i diritti sociali nei confronti della società e, salvo in ogni caso il potere di alienare la partecipazione, la medesima è liquidata in denaro in base ai criteri stabiliti dal codice civile".

Le amministrazioni devono quindi riportare per ogni partecipazione (anche di entità minima) le loro decisioni in termini di mantenimento o meno, specificando le ragioni che sostengono una scelta o l’altra, mantenendo partecipazioni in società al solo scopo di ottimizzare e valorizzare l’utilizzo dei beni immobili facenti parte del proprio patrimonio.

Le società che mostrano l’assenza di convenienza economica e di sostenibilità finanziaria, quindi, vanno assoggettate a uno degli interventi richiesti dal Dlgs 175/2016 (dalla riorganizzazione, al contenimento dei costi, fino ad arrivare alla cessione o alla liquidazione), le partecipazioni per le quali si verifica anche una sola delle seguenti condizioni:

  • lo svolgimento da parte della società di attività che non rientrino in alcuna delle categorie di cui all’art. 4 del T.U.;

  • non avere personale dipendente o avere un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti;

  • svolgere un’attività analoga o similare a quella svolta da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali;

  • avere conseguito un fatturato medio nell’ultimo triennio non superiore a 500 mila Euro.

Tale adempimento va effettuato anche per attestare l’assenza di partecipazioni.

 

 

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