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ACQUISTO DI IMMOBILI EFFETTUATO CON CONTRIBUTI DI TERZI

ACQUISTO DI IMMOBILI EFFETTUATO CON CONTRIBUTI DI TERZI

Autore: Cinzia Devincenzi

Questo articolo contiene:

deliberazione n. 110/2017/PAR; acquisto immobili; risparmi spesa; Cipe; indispensabilità; indilazionabilità

15/05/2017

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Con deliberazione n. 110/2017/PAR la Corte dei Conti, Sezione regionale controllo Toscana, esamina la richiesta di parere avanzata da un Comune circa l’interpretazione dell’articolo 12, comma 1-ter, del Dl. n. 98/2011, ed in particolare se l’applicazione della prima parte della norma - che al fine di conseguire ulteriori risparmi di spesa consente agli enti locali l’acquisto di immobili quando ne sia comprovata l’indispensabilità ed indilazionabilità - possa essere esclusa:
- quando l’acquisto dell’immobile venga effettuato con contributi di terzi, ad esempio con risorse del Cipe;
- quando l’acquisto dell’immobile venga effettuato in attuazione di un più ampio progetto teso alla valorizzazione dell’economia turistica e dello sviluppo del territorio e sia finanziato con risorse aggiuntive, di cui all’articolo 4, Dlgs n. 88/2011, che già l’articolo 12, comma 1-sexies, del Dl. n. 98/2011 escludeva dal divieto per l’anno 2013 di cui al comma 1-quater della medesima disposizione.

L’articolo 12, comma 1-quater, del Dl n. 98/2011, ha previsto, limitatamente all’anno 2013, una peculiare fattispecie preclusiva della possibilità di acquisto di beni immobili da parte delle amministrazioni pubbliche e al comma 1-ter invece, per il periodo dal primo gennaio 2014 ha introdotto un regime che, al fine di pervenire a risparmi di spesa ulteriori rispetto a quelli previsti dal patto di stabilità interno, consente operazioni di acquisto di beni immobili solo in caso di comprovata indispensabilità ed in dilazionabilità delle stesse che devono essere attestate dal responsabile del procedimento
Nel disciplinare le modalità di acquisto degli immobili da parte degli enti territoriali, inoltre, il comma 1-ter dispone che il prezzo di acquisto debba essere oggetto di una attestazione di congruità da parte dell’Agenzia del Demanio e delle predette operazioni è data preventiva notizia, con l’indicazione del soggetto alienante e del prezzo pattuito, nel sito internet istituzionale dell’ente.
Si tratta di una disciplina finalizzata al conseguimento dell’assoluta priorità di riduzione del patrimonio immobiliare in capo alla Pubblica Amministrazione, ormai ritenuta non in grado di valorizzare il medesimo.

La deliberazione in commento richiama la consolidata interpretazione della giurisprudenza contabile, secondo cui le disposizioni di legge che impongono limitazioni alla spesa degli enti locali non si applicano a quelle spese che non siano finanziate a carico dei loro bilanci, ma che siano interamente a carico, ad esempio, di fondi comunitari o di privati, pertanto, l’ente potrà e dovrà valutare se la fattispecie concreta rientri o meno nell’ambito di applicazione del divieto in questione, ed in caso negativo verificare l’eventuale ricorrenza delle condizioni esonerative di cui alla medesima disposizione.

In merito all’acquisto dell’immobile effettuato in attuazione di un più ampio progetto teso alla valorizzazione dell’economia turistica e dello sviluppo del territorio finanziato con risorse aggiuntive, di cui all’articolo 4, Dlgs n. 88/2011, che già l’articolo 12, comma 1-sexies, del Dl. n. 98/2011 escludeva dal divieto per l’anno 2013 di cui al comma 1-quater della medesima disposizione,  la deliberazione in commento precisa che alla luce della inequivoca interpretazione della disposizione in oggetto, che limita l’efficacia delle ulteriori deroghe di cui all’articolo 12, comma 1-quater e comma 1-sexies, all’esercizio 2013, non residuano margini per operazioni di interpretazione estensiva.

 

 

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