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DAL 2018 VINCOLO PER L’UTILIZZO DEGLI ONERI CONCESSORI

DAL 2018 VINCOLO PER L’UTILIZZO DEGLI ONERI CONCESSORI

Autore: Cinzia Devincenzi

Questo articolo contiene:

spese vincolate; entrate con destinazione generica; delibera n. 81/2017; legge 232/2016; Tuel

15/05/2017

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Solo nel 2017 l'uso di entrate in conto capitale per il finanziamento di spese correnti può riguardare esclusivamente i proventi da oneri concessori perché dal 2018 queste risorse cesseranno di essere entrate con destinazione generica a spese di investimento, diventando vincolate e il gettito derivante «dalla monetizzazione di aree a standard» sarà destinato solo a spese di investimento.

Con delibera n. 81/2017 la sezione di controllo della Corte dei conti per la Lombardia  chiarisce la portata interpretativa delle disposizioni che regolano l'utilizzo degli oneri di urbanizzazione e delle entrate da alienazioni: l'utilizzo di entrate in conto capitale per il finanziamento di spese correnti può essere autorizzato solo da disposizioni di legge.

La legge 208/2015 dispone che «per gli anni 2016 e 2017, i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al D.P.R.  6 giugno 2001, n. 380, fatta eccezione per le sanzioni di cui all'articolo 31, comma 4-bis, del medesimo testo unico, possono essere utilizzati per una quota pari al 100 per cento per spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale, nonché per spese di progettazione delle opere pubbliche». Dal 1° gennaio 2018, invece, la legge 232/2016 dispone che gli stessi proventi vengano destinati esclusivamente e senza vincoli temporali alla realizzazione e alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici e nelle periferie degradate, a interventi di riuso e di rigenerazione, a interventi di demolizione di costruzioni abusive, all'acquisizione e alla realizzazione di aree verdi destinate a uso pubblico, a interventi di tutela e riqualificazione dell'ambiente e del paesaggio, anche ai fini della prevenzione e della mitigazione del rischio idrogeologico e sismico e della tutela e riqualificazione del patrimonio rurale pubblico, nonché a interventi volti a favorire l'insediamento di attività di agricoltura nell'ambito urbano.

Pertanto, dal 2018 i proventi da oneri di urbanizzazione cesseranno di rappresentare entrate con destinazione generica  per divenire entrate vincolate a determinate categorie di spese, comprese quelle correnti, limitatamente agli interventi di manutenzione ordinaria sulle opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Diverso è  il caso dei proventi derivanti dalla «monetizzazione di aree a standard», le cui modalità di utilizzo sono demandate alla legislazione regionale e per la Regione Lombardia questi proventi, in conformità alla loro natura di entrate in conto capitale, non possono essere destinati al finanziamento di spese correnti. Questa entrata rappresenta un'obbligazione alternativa alla cessione da parte dei privati di aree che potrebbero risultare non utili ai fini dell'interesse pubblico, quindi va classificata, al Titolo IV – Entrate derivanti da alienazioni, da trasferimenti di capitale e da riscossione di crediti – e, come tale, deve essere destinata al finanziamento di spese di investimento.

I proventi derivanti da alienazione di beni patrimoniali disponibili, i quali possono essere destinati, di regola, solo alla copertura di spese di investimento o alla riduzione dell'indebitamento ai (legge 228/2012 e , del decreto-legge 69/2013). Queste entrate possono essere utilizzate anche per il finanziamento di spese correnti esclusivamente nelle ipotesi eccezionali previste
• dall'articolo 255, comma 9, del Tuel se l'ente versa in situazione di dissesto;
• dall'articolo 243-bis, comma 8, lettera g) del Tuel se l'ente ha fatto ricorso alla procedura di riequilibrio pluriennale;
• dall'articolo 2, comma 4, del Dm 2 aprile 2015 per il ripiano del maggior disavanzo di amministrazione derivante dal passaggio al nuovo sistema contabile armonizzato.

 

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