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LA NON OBBLIGATORIETÀ DELLA CORREZIONE DEGLI ERRORI DEI DATI TRASMESSI ALLA BDAP

LA NON OBBLIGATORIETÀ DELLA CORREZIONE DEGLI ERRORI DEI DATI TRASMESSI ALLA BDAP

Autore: Federico Zambello

Questo articolo contiene:

Bdap; formato xbrl; controlli di coerenza; schema di bilancio; dati contabili analitici; bilancio di previsione; quadratura; Dl 113/2016

15/05/2017

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Antefatto

In questi giorni numerosi enti locali sono stati invitati a correggere gli errori relativi all’invio dei dati alla Banca dati delle Pubbliche amministrazioni (Bdap). La sanzione infatti prevista per chi non adempie all'invio dei dati alla Bdap consiste nel divieto di assunzione di personale, con qualsivoglia forma contrattuale (tempo determinato o indeterminato, stabilizzazione ecc) fino a quando non si regolarizzi il tutto.

Per questo motivo molti enti territoriali si interrogano sull’obbligatorietà o meno della correzione dei dati trasmessi, sulle modalità di trasmissione e sulle conseguenze che derivano dalla mancata (o non adeguata) correzione.

 

La previsione normativa

A norma dell’articolo 13 legge 196/2009, entro 30 giorni dall’approvazione degli atti, gli enti territoriali (ed i relativi organismi strumentali) devono inviare alla Bdap il bilancio di previsione (unitamente alla nota integrativa e alla relazione dell’organo di revisione), i dati contabili analitici basati sul piano dei conti e sulla codifica della transazione elementare, il piano degli indicatori e dei risultati di bilancio, il rendiconto della gestione e il bilancio consolidato.

 

Le tipologie di controlli

I dati inviati alla Bdap (formato XBRL) vengono sottoposto dalla stessa a una molteplicità di controlli:

  • I controlli formali generici riguardano la leggibilità del file, la tassonomia e la relativa estensione, i periodi contabili di riferimento e il codice identificativo dell’ente. Ad oggi solo questi tipi di controlli sono considerati bloccanti dato che, se non superati, impediscono l’acquisizione a sistema dei documenti contabili;

  • I controlli formali di validità che riguardano gli importi (positivi, negativi o pari a zero) e la validità dei codici relativi al piano dei conti integrato, la codifica della transazione elementare, i programmi e le missioni;

  • I controlli di coerenza riguardano la verifica della coerenza interna dei dati contabili contenuti in diversiprospetti (ad esempio il fondo pluriennale vincolato), la coerenza tra documenti contabili trasmessi in esercizi distinti o la coerenza tra documenti contabili tra loro connessi (ad esempio tra il bilancio di previsione per l'esercizio 2017 e il rendiconto di gestione 2016), come pure la coerenza in termini di somme di importi riportati in prospetti diversi di uno stesso schema contabile;

  • I controlli di natura amministrativo-contabile mirano a fornire una indicazione sullo stato di “salute” contabile dell'ente (ad esempio, il disavanzo di amministrazione, l'equilibrio di parte corrente, ecc.). I controlli di coerenza e di natura amministrativa contabile verranno attivati e/o implementati in un secondo momento e - in questa prima fase (maggio 2017, ndr) - non saranno effettuati controlli di quadratura sul piano degli indicatori;

  • I controlli di quadratura si sostanziano nella verifica dei dati derivante da algoritmi di calcolo (con controlli di tipo orizzontale o verticale), nella verifica di capienza degli importi che rappresentano i «di cui» rispetto al relativo termine di riferimento, o il controllo su specifiche voci di bilancio, quali gli stanziamenti di cassa (che devono essere pari o inferiori alla somma dello stanziamento di competenza + residui - FPV, ad eccezione dello stanziamento di cassa della missione 20).

 

Modalità di correzione degli errori

L'analisi degli errori evidenziati è fondamentale per capire come correggerli e quale sia la procedura più consona da utilizzare.

Nell’ipotesi che gli errori siano inerenti alla fase di caricamento e trasmissione dei dati alla Bdap, è sufficiente procedere alla rimozione degli errori stessi e procedere ad un nuovo inoltro del documento contabile. Viceversa, se le anomalie sono state riscontrate nel documento approvato, è necessario variare tale documento, prima di ritrasmetterlo.

In altri termini, qualora le anomalie siano contenute nei dati contabili analitici, sarà sufficiente effettuare la correzione direttamente. Qualora, al contrario, gli errori interessino lo schema di bilancio, appare inevitabile la necessità di apportare una vera e propria variazione (peraltro inedita in quanto non codificata dall'ordinamento) al bilancio. Sarebbe impensabile infatti subordinare tali modifiche mediante una ri-approvazione del bilancio, dato il decorso dei termini di legge e la complessità dell'iter, che dovrebbe essere avviato ex novo. In sostanza, stante il carattere “speciale” di tale variazione, la competenza alla relativa approvazione pare indubbiamente posta in capo al Consiglio comunale stesso, a meno che non si traduca in variazioni di sola cassa, le quali potrebbero essere apportate direttamente dalla Giunta comunale. In definitiva si tratta comunque di adottare un provvedimento di correzione di secondo grado, ricorrendo alla facoltà di autotutela messa a disposizione dal diritto amministrativo.

 

 

Obbligatorietà di correzione degli errori

La correzione delle anomalie non discende da una norma di legge, ma dalla necessità che il sistema acquisisca dei documenti contabili corretti e privi di errori.

Ad oggi, l'inerzia degli enti non sembra determinare conseguenze particolari; al contrario quando i controlli saranno implementati e sempre più errori diventeranno bloccanti, allora la correzione diventerà obbligatoria a tutti gli effetti, al fine di evitare il divieto di assunzione.

Appare pertanto chiara la necessità di rendere possibile la variazione ai suddetti documenti senza vincoli temporali, in particolare per il rendiconto della gestione per il quale l'ordinamento non prevede alcun tipo di variazione successiva alla sua approvazione.

A tale proposito sarebbe anche auspicabile che i software di contabilità, prima di rendere definitivi i documenti per la loro approvazione, prevedano dei test di regolarità, finalizzati a evitare che i controlli successivi da parte della Bdap rilevino anomalie o errori spesso difficili da giustificare in sede consiliare.

 

Riflessioni conclusive

Se ne deve dedurre che, ai fini dell'assolvimento degli obblighi di trasmissione, con conseguente applicazione o meno della sanzione del divieto di assunzione prevista dall'articolo 9, comma 1-quinquies, del Dl 113/2016 (legge 160/2016), appare sufficiente in questa fase che i flussi superino i controlli formali generici ed i dati acquisiti a sistema. La norma infatti fa riferimento alla dicitura di “mancato invio” dei dati e non di “corretta acquisizione” degli stessi. Vista l'importanza della sanzione, però, sarebbe auspicabile che ciò venisse confermato, anche mediante chiarimento ministeriale, in modo chiaro e inequivocabile.

 

 

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