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Versamenti sul conto del Comune

Versamenti sul conto del Comune

Autore: Angela Vecchia

Questo articolo contiene:

Ifel, Versamenti, Conto del comune, modello F24, ravvedimento operoso, pagamenti spontanei

09/02/2017

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l'Ifel ha chiarito, con una nota di approfondimento del 22 dicembre 2016 sull'articolo 2-bis del Dl 193/2016,

introdotto in sede di conversione in legge, che il versamento delle entrate locali può essere effettuato anche su conti correnti postali intestati al Comune ed è comunque necessario, in caso di gestione esternalizzata, un periodo di adattamento alla nuova disciplina.

Si tratta della norma, in vigore dal 3 dicembre scorso, che impone di effettuare il pagamento spontaneo dei tributi locali «direttamente sul conto corrente di tesoreria dell'ente impositore», o mediante modello F24, o attraverso gli strumenti di pagamento elettronici.

Fanno eccezione l'Imu e la Tasi che continuano a seguire il canale esclusivo del modello F24 o del bollettino postale centralizzato.

L'Ifel evidenzia in primo luogo che il perimetro di azione della norma, finalizzata a minimizzare i rischi connessi al maneggio di denaro pubblico da parte di soggetti terzi, va individuato nei soli pagamenti spontanei, previsti alla scadenza naturale o in regime di ravvedimento operoso, mentre restano fuori i versamenti conseguenti ad avvisi di accertamento e ingiunzioni fiscali.

In ordine al riferimento al «conto corrente di tesoreria», l'Ifel ritiene che la norma sia rispettata anche con versamenti effettuati su conti correnti postali intestati al Comune, altrimenti il soggetto affidatario non riuscirebbe ad acquisire le informazioni utili per la gestione e la rendicontazione dei tributi.

Altro punto dolente riguarda l'entrata in vigore della norma, formalmente applicabile dal 3 dicembre scorso, che richiederebbe però tempi tecnici attuativi necessari per adeguare i sistemi organizzativi, anche sotto il profilo della tempistica di attivazione di un conto corrente postale.

Su qusto  punto l'Anci ha chiesto al Governo di prevedere una moratoria fino al 30 giugno 2017 per adeguare alla nuova disciplina i contratti in corso tra comuni e concessionari privati.

l'Ifel ritiene comunque che vada considerato un periodo di adeguamento che comporta l'applicazione delle forme di riscossione e riversamento già in essere alla data del 3 dicembre 2016, ad esempio per le eventuali scadenze in programma nell'immediato futuro, che non possono essere modificate istantaneamente per evidenti motivi di certezza nell'acquisizione delle entrate e di chiarezza nelle comunicazioni ai cittadini.

L'Ifel evidenzia inoltre che l'articolo 2-bis del Dl 193/2016 va anche raccordato con l'articolo 7, comma 2, lettera gg-septies del Dl 70/2011, norma questa che impone al concessionario l'obbligo di apertura di uno o più conti correnti di riscossione, intestati al soggetto affidatario e dedicati alla riscossione delle entrate dell'ente affidante, sui quali devono affluire tutte le somme riscosse.

In sostanza avremo un regime di versamento a doppio binario: la nuova disciplina prevista dal Dl 193 solo per i versamenti spontanei; il Dl 70/11 per le riscossioni conseguenti ad atti di accertamento o ad ingiunzioni di pagamento.

Un altro chiarimento dell'Ifel riguarda alcuni casi particolari, come la concessione dell'imposta di pubblicità a canone fisso annuale, anziché ad aggio, o del soggetto incaricato della gestione del patrimonio edilizio comunale a fronte della quale il Comune ha disposto la devoluzione dei canoni di locazione dallo stesso riscossi. In questi casi l'Ifel ritiene inapplicabile la nuova disciplina, considerata la ratio della stessa.

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