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Stop all'aumento di imposte e tasse negli enti locali per il 2017

Stop all'aumento di imposte e tasse negli enti locali per il 2017

Autore: Angela Vecchia

Questo articolo contiene:

Imposte; Tasse; Tari; Tributi locali; Cosap; Cimp;

09/02/2017

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Anche per il 2017, non è consentito innalzare il livello della pressione fiscale, poiché alle amministrazioni locali è impedito di aumentare aliquote a tariffe rispetto a quelle deliberate nel 2015.

Allo stesso modo non è possibile istituire nuovi tributi o ridurre le agevolazioni già concesse ai contribuenti.

Sono escluse dal blocco la Tari e tutte le entrate che hanno natura patrimoniale, come il canone occupazione spazi e aree pubbliche, il canone idrico e via dicendo.

Non sono soggetti al vincolo gli enti che hanno deliberato il predissesto o il dissesto.

Lo prevede l'articolo 1, comma 42, della legge di Bilancio 2017, la n. 232 pubblicata sul supplemento ordinario n. 57 della Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21/12/2016. I vincoli imposti dalla legge, però, non producono effetti per tutte le entrate comunali.

Sono escluse, quelle che hanno natura patrimoniale o extratributaria. Non deve sottostare al divieto imposto dalla legge il canone per l'occupazione  di spazi e aree pubbliche (Cosap), in quanto ha natura patrimoniale. In questo senso si è espressa la Corte costituzionale con la sentenza 64/2008.

Sono entrate patrimoniali anche il canone idrico e il canone depurazione.

Non è ammesso l'aumento delle tariffe, invece, per il canone installazione mezzi pubblicitari (Cimp) che, nonostante la trasformazione da imposta a canone eventualmente operata dall'amministrazione comunale, mantiene la sua natura tributaria.

Anche il dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia (risoluzione 2/2016) ha fornito un'interpretazione ministeriale rigida sugli effetti della sospensione degli aumenti di aliquote e tariffe,  affermando che non possono essere istituiti nuovi tributi locali, come l'imposta di soggiorno o la tassa sui vulcani, né possono essere ridotte le agevolazioni esistenti. Ha sostenuto che soggetto era sottoposto al vincolo anche il contributo di sbarco nelle isole minori previsto dal «Collegato ambientale» (legge 221/2015) in sostituzione dell'imposta di sbarco.

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