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Esenzione IMU per i terreni di proprietà di un soggetto ed affittati al figlio che è imprenditore agricolo.

Esenzione IMU per i terreni di proprietà di un soggetto ed affittati al figlio che è imprenditore agricolo.
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Tributi locali e contenzioso

19/01/2017

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QUESITO

È dovuta dell'esenzione IMU per i terreni di proprietà di un soggetto ed affittati al figlio che è imprenditore agricolo. Il proprietario risulta collaboratore nell'impresa ed è iscritto alla previdenza: si può ritenere anche conduttore ai fini dell'esenzione?

RISPOSTA

In base all’art. 1, comma 13 della L. 208/2015 (L. di Stabilità 2016), l’esenzione IMU per i terreni agricoli spetta quando questi ultimi sono “posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (…) iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione”.

Dalla norma si evince quindi la necessaria compresenza di due requisiti:

  1. REQUISITO OGGETTIVO: il possesso e la conduzione del terreno agricolo;
  2. REQUISITO SOGGETTIVO: la qualifica di coltivatore diretto e di imprenditore agricolo professionale (IAP), iscritti nella previdenza agricola.

L’esenzione chiaramente non spetta nel caso in cui il proprietario conceda in affitto i terreni e non li coltivi in alcun modo, perché si perde il requisito richiesto dalla norma secondo cui il terreno deve essere posseduto e condotto dal coltivatore diretto o dallo Iap, iscritto alla previdenza agricola. Tale regola non opera esclusivamente nel caso in cui la persona fisica, coltivatore diretto e Iap, iscritto alla previdenza agricola, abbia costituito una società di persone alla quale ha concesso in affitto o in comodato il terreno poiché in tale circostanza il soggetto mantiene il possesso e, allo stesso tempo, in qualità di socio, la coltivazione diretta del terreno.

Con nota 20525 del maggio 2016 il MEF ha chiarito che anche il coadiuvante dell’impresa agricola, alla stessa stregua delle società agricole Iap e del socio di società personale, beneficia dell’esenzione Imu sui terreni agricoli. In capo a detto soggetto, infatti, si riscontrano sia la coltivazione diretta del fondo concesso in godimento, sia la qualifica di coltivatore diretto (o Iap), iscritto alla previdenza agricola.

Nel caso in esame, se il padre riveste la qualifica di coadiuvante del titolare dell’impresa agricola e risulta regolarmente iscritto, come “coltivatore diretto” nel nucleo familiare del capo-azienda (figlio) negli elenchi previdenziali, di cui all’art. 11, legge 9/1963, si può ritenere che egli eserciti “direttamente” l’attività agricola. I due requisiti quindi sarebbero soddisfatti e godrebbe dell’esenzione per la quota di terreno in suo possesso. Dalla lettura della norma e dai chiarimenti forniti con la nota del MEF sopra citata non sembrerebbe comportare alcunché il fatto che lo stesso terreno sia concesso in affitto, sempre che il padre effettivamente sia coadiuvante.

 

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