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LA LEGGE DI BILANCIO CONSENTE DI PORTARE IL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO FINALE 2015 SUL BILANCIO 2017

LA LEGGE DI BILANCIO CONSENTE DI PORTARE IL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO FINALE 2015 SUL BILANCIO 2017

Autore: Caterina Giovanardi

Questo articolo contiene:

Legge di bilancio, Fondo pluriennale vincolato, avanzi amministrazione, Corte Conti

12/01/2017

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Il comma 5 della Legge di Bilancio 2017 consente agli enti, ai fini del pareggio di bilancio, di portare sul bilancio 2017 il fondo pluriennale vincolato finale 2015 eventualmente non utilizzato nel corso del 2016. Il fondo pluriennale vincolato può essere costituito solo in presenza di un’obbligazione giuridica perfezionata salvo due deroghe previste per le opere pubbliche:

  • la costituzione del fondo pluriennale vincolato per l'intero quadro economico progettuale è consentita solo in presenza di impegni assunti sulla base di obbligazioni giuridicamente perfezionate, imputate secondo esigibilità, e relativi solo ad alcune spese del quadro economico progettuale, escluse le spese di progettazione. Quindi l’impegno delle sole spese di progettazione non consente la costituzione del fondo pluriennale vincolato per le spese contenute nel quadro economico progettuale;

  • la costituzione del fondo pluriennale vincolato è consentita in caso di procedure di affidamento attivate per le voci di spesa contenute nel quadro economico dell'opera (non impegnate). In assenza di aggiudicazione definitiva, entro l'anno successivo, le risorse accertate cui il fondo pluriennale si riferisce confluiscono nell'avanzo di amministrazione disponibile, destinato o vincolato in relazione alla fonte di finanziamento per la riprogrammazione dell'intervento in c/capitale ed il fondo pluriennale deve essere ridotto di pari importo.

 

Durante la definizione del pareggio di bilancio 2016 molti enti locali, in sede di variazione al 30 novembre 2015, avevano applicato gli avanzi di amministrazione per generare il fondo pluriennale vincolato sfruttando la transizione tra le regole del patto di stabilità e quelle del pareggio di bilancio. Al fine di evitare tale utilizzo dell’avanzo di amministrazione Arconet e Corte dei Conti hanno indicato come termine utile per la pubblicazione del bando di gara il 31/12, termine che però non è esplicitamente indicato nel punto 5.4, con la conseguenza che gli organi di revisione, in sede di parere sul riaccertamento ordinario, devono verificare la sussistenza delle condizioni per la costituzione del fondo pluriennale vincolato 2015. Infatti se la nuova disposizione sarà confermata, la possibilità di portare al 2017 le quote inutilizzate del fondo pluriennale vincolato finale 2015 è vincolata solo a due condizioni: l’approvazione del progetto esecutivo degli investimenti, corredato dal cronoprogramma di spesa, e l’approvazione del bilancio di previsione 2017-2019 entro il 31 gennaio 2017. Se gli enti hanno rispettato il termine del 31/12/2015 per la pubblicazione del bando di gara devono aver già approvato il progetto esecutivo lo scorso anno; di conseguenza il legislatore intervenendo ex post intende sanare quelle situazioni in cui gli enti hanno costituito il fondo pluriennale vincolato finale 2015 pur non facendo in tempo a pubblicare il bando di gara. Se poi, nel corso del 2017, le somme finanziate dalla quota di fondo pluriennale vincolato iniziale 2017 derivante dal fondo pluriennale vincolato finale 2015 risultino ulteriormente inutilizzate, allora confluiranno nel risultato di amministrazione.


 

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