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PRECISAZIONI DELL’ANAC SULLE CAUSE DI ESCLUSIONE DELL’ARTICOLO 80 DEL DLGS. 50/2016

PRECISAZIONI DELL’ANAC SULLE CAUSE DI ESCLUSIONE DELL’ARTICOLO 80 DEL DLGS. 50/2016

Autore: Caterina Giovanardi

Questo articolo contiene:

ANAC; Codice appalti, Consiglio direzione; consiglio vigilanza; stazioni appaltanti

07/12/2016

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Il Comunicato che l’ANAC ha pubblicato il 14 novembre 2016 sul proprio sito istituzionale ha per oggetto alcuni indicazioni riguardanti la causa di esclusione prevista dall’art. 80 del nuovo “Codice degli appalti” (Dlgs. n. 50/5016). Il presidente dell’Autorità specifica che l’esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione è prevista nel caso in cui la sentenza o il decreto di condanna vengano emessi nei confronti di:

  • il titolare o il direttore tecnico, se si tratta di impresa individuale;
  • il socio o il direttore tecnico, se si tratta di di SNC;
  • i soci accomandatari o il direttore tecnico, se si tratta di SAS.

Se invece si tratta di altro tipo di società o consorzio, l’esclusione viene attuata nei confronti dei “membri del consiglio di amministrazione cui sia stata conferita la legale rappresentanza, di direzione o di vigilanza o dei soggetti muniti di poteri di rappresentanza, di direzione o di controllo, del direttore tecnico o del socio unico persona fisica, ovvero del socio di maggioranza in caso di società con meno di quattro soci”. Nei modelli organizzativi delle società di capitali dell’ordinamento italiano, però, non è previsto un “Consiglio di direzione” o un “Consiglio di vigilanza”, perciò l’ANAC ha chiarito che, nel contesto italiano, l’esclusione è operata nei confronti di:

  • i membri del Consiglio di amministrazione cui sia stata conferita la legale rappresentanza, nelle società con sistema di amministrazione tradizionale e monistico;
  • i membri del Collegio sindacale nelle società con sistema di amministrazione tradizionale e i membri del comitato per il controllo sulla gestione nelle società con sistema di amministrazione monistico;
  • i membri del Consiglio di gestione e i membri del Consiglio di sorveglianza, nelle società con sistema di amministrazione dualistico.

Un’ulteriore precisazione ad opera dell’ANAC riguarda la categoria de “i soggetti muniti di potere di rappresentanza, di direzione o di controllo”, che comprende coloro che risultano muniti di poteri di rappresentanza, direzione o controllo sebbene non siano membri degli Organi sociali di amministrazione e controllo.Un secondo punto trattato nel Comunicato riguarda la presenza di cause di decadenza, sospensione e divieto derivanti da misure di prevenzione o di un tentativo di infiltrazione mafiosa, di cui al secondo comma dell’art. 80. Il nuovo Codice non fornisce specificazioni in merito ai soggetti interessati, per cui è opportuno fare riferimento all’art. 85 del “Codice Antimafia”. Nel terzo comma, invece, è specificato che il possesso dei requisiti di cui al comma 1 dell’art. 80 deve essere dichiarato dal legale rappresentante dell’impresa concorrente mediante l’impiego del modello “Dgue”. L’indicazione dei nomi dei soggetti non è richiesta, in quanto questi devono essere esplicitati solo qualora vengano richiesti dalle stazioni appaltanti. Infine, il nuovo Codice non fornisce indicazioni circa i tempi e le modalità delle verifiche sulle dichiarazioni sostitutive ma l’ANAC precisa che le stazioni appaltanti sono tenute a verificare i requisiti generali e speciali sulla base delle autodichiarazioni presentate dai concorrenti e possono procedere al controllo della veridicità di tali autodichiarazioni in tutti i casi in cui si rendesse necessario per assicurare la correttezza della procedura.

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