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L’ACCORDO TRANSATTIVO NON DÀ LUOGO A DEBITO FUORI BILANCIO

L’ACCORDO TRANSATTIVO NON DÀ LUOGO A DEBITO FUORI BILANCIO

Autore: Caterina Giovanardi

Questo articolo contiene:

Accordo transattivo; debito fuori bilancio; debito legittimo; certezza, esigibilità;

07/12/2016

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La Corte dei Conti con delibera n. 20/2015/PAR chiarisce che l’accordo transattivo non può essere ricondotto al concetto di sopravvenienza passiva e, quindi, alla nozione di debito fuori bilancio. A tal proposito precisa che gli accordi transattivi “presuppongono la decisione dell’Ente di pervenire a un accordo con la controparte, per cui è possibile prevedere, da parte del Comune, tanto il sorgere dell’obbligazione quanto i tempi per l’adempimento”. Per tali accordi l’Ente attiva le ordinarie procedure contabili di spesa, in modo tale da gestire l’assunzione delle obbligazioni derivanti dagli accordi stessi; le suddette procedure sono disciplinate dal primo comma dell’articolo 191 del TUEL, secondo il quale “gli Enti locali possono effettuare spese solo se sussiste l’impegno contabile registrato sul competente intervento o capitolo di bilancio di previsione e l’attestazione della copertura finanziaria”. Il successivo comma 4 stabilisce inoltre che se vi è stata acquisizione di beni e servizi in violazione delle procedure previste, il rapporto obbligatorio intercorre “tra il privato fornitore e l’amministratore, funzionario o dipendente che hanno consentito la fornitura”, ad accentuare l’importanza di attenersi alle procedure contabili per assumere impegni ed effettuare spese. L’articolo 194 del TUEL, invece, disciplina la procedura del riconoscimento di legittimità dei debiti fuori bilancio e prevede che tale riconoscimento possa avere luogo per i debiti derivanti dall’irregolare acquisizione di beni e servizi nei limiti “degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l’Ente, nell’ambito dell’espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza”. Con “utilità e arricchimento per l’Ente” si deve intendere che l’impiego di risorse è lecito quando persegua finalità istituzionali, mentre dà luogo a una fattispecie di danno erariale quando è volto ad attività o iniziative estranee alla sfera di competenza dell’Amministrazione. Dunque perché il debito possa essere riconosciuto come legittimo deve possedere i seguenti requisiti:

  • certezza, cioè effettiva esistenza dell’obbligazione di dare;
  • liquidità, ovvero deve essere individuato il soggetto creditore, il debito deve essere definito nel suo ammontare e l’importo deve essere determinato o determinabile;
  • esigibilità, ovvero il pagamento non deve essere dilazionato da termine o subordinato a condizione.

L’articolo 194 individua poi un elenco tassativo di ipotesi, al di fuori delle quali il riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio non può avere luogo.

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