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SALARIO ACCESSORIO, IL TRATTAMENTO ECONOMICO DEI LAVORATORI COMANDATI VA EROGATO DALL’AMMINISTRAZIONE UTILIZZATRICE

SALARIO ACCESSORIO, IL TRATTAMENTO ECONOMICO DEI LAVORATORI COMANDATI VA EROGATO DALL’AMMINISTRAZIONE UTILIZZATRICE

Autore: Caterina Giovanardi

Questo articolo contiene:

Salario accessorio, comando, contrattazione decentrata, trattamento economico

10/11/2016

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In un periodo in cui le pubbliche amministrazioni riscontrano limitazioni in materia di spesa di personale e di facoltà assunzionali che incidono sull’acquisizione delle risorse umane, si utilizzano sempre più spesso istituti giuridici di gestione del rapporto di lavoro del personale dipendente che consentono una certa flessibilità nell’impiego delle prestazioni rese dal personale stesso; tra questi, ha trovato diffusione l’istituto del comando. Tale istituto è disciplinato dall’articolo 30 del D.Lgs. 165/2001, il quale prevede che le pubbliche amministrazioni possono utilizzare personale di altre amministrazioni per un periodo non superiore a tre anni, qualora sussistano motivate esigenze organizzative. L’istituto del comando è presente già nell’articolo 56 del Dpr n. 3/1957, che prevede che il dipendente possa essere comandato a prestare servizio presso un’altra amministrazione statale o presso enti pubblici, per un tempo determinato e in via eccezionale, per riconosciute esigenze di servizio o quando sia richiesta una speciale competenza. Ne consegue, perciò, che il dipendente pubblico, titolare di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso una pubblica amministrazione, viene temporaneamente assegnato a prestare servizio presso un’altra pubblica amministrazione, con la transitoria sospensione di talune obbligazioni di servizio in atto nei confronti dell’amministrazione di appartenenza. La disposizione del dipendente in stato di comando persegue un interesse non esclusivo, ma prevalente dell’amministrazione utilizzatrice, la quale è tenuta a sostenere il relativo onere economico. In tale contesto assume rilevanza la corretta applicazione degli istituti economici accessori connessi alle prestazioni e al ruolo rivestito dal dipendente, nell’ambito dei sistemi di finanziamento da impiegare per corrispondere il salario accessorio al dipendente oggetto di comando; infatti, la regolazione del sistema di finanziamento è di agevole individuazione nell’ipotesi in cui il trattamento economico accessorio venga erogato direttamente dall’amministrazione utilizzatrice del dipendente comandato: in questo caso vengono attinte risorse direttamente dall’amministrazione che impiega la prestazione. Conseguentemente l’ente di appartenenza organica dovrà procedere ad una riduzione delle risorse economiche allocate sul fondo della contrattazione decentrata, in ragione del minor numero di soggetti partecipanti. Se, invece, l’amministrazione utilizzatrice procede a un rimborso delle spese sostenute dall’ente di appartenenza organica, si configura una diversa modalità di regolazione del sistema di finanziamento; in questo caso, infatti, l’amministrazione di appartenenza organica finanzia il trattamento accessorio imputandolo al proprio fondo della contrattazione decentrata, trattandosi di personale organicamente inserito nella stessa, mentre l’amministrazione utilizzatrice dovrà alimentare tale assegnazione economica imputandola al fondo di finanziamento del trattamento accessorio del proprio personale dipendente, evitando così di finanziare il salario accessorio con risorse di bilancio. In conclusione, per evitare ogni impiego distorto delle dinamiche gestionali del finanziamento del salario accessorio del personale comandato è opportuno sfruttare la facoltà di erogazione diretta, tramite l’elaborazione della busta paga, del trattamento economico applicato al personale comandato, compreso quello di carattere accessorio, a carico dell’amministrazione utilizzatrice.

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