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AI FINI TARI UN GARAGE PUÒ ESSERE CONSIDERATO COME UTENZA NON DOMESTICA ED ESSERE ESENTATO NEL CASO IN CUI SIA VUOTO

AI FINI TARI UN GARAGE PUÒ ESSERE CONSIDERATO COME UTENZA NON DOMESTICA ED ESSERE ESENTATO NEL CASO IN CUI SIA VUOTO

Autore: Angela Vecchia

Questo articolo contiene:

Tari, Garage, tassa, Tarsu, Ministero finanze,

07/10/2016

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“Il presupposto della Tari è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse dalla Tari le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali di cui all’art. 1117 del Cc. che non siano detenute o occupate in via esclusiva” questo quanto stabilisce l’art. 1, comma 641, della Legge n. 147/13 (“Legge di Stabilità 2014”).Il successivo comma 642, della citata Legge n. 147/13, stabilisce che “la Tari è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani”. Non vi è alcuna disposizione Tari espressa in merito alla tassazione dei garage, siano essi pertinenziali o meno ad un’altra unità immobiliare.L’art. 62, comma 1, del Dlgs. n. 507/93, nel disciplinare l’ambito applicativo della Tarsu, disponeva che “la Tassa è dovuta per l’occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti, ad esclusione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie di civili abitazioni diverse dalle aree a verde, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio è istituito ed attivato o comunque reso in maniera continuativa nei modi previsti dagli artt. 58 e 59, fermo restando quanto stabilito  dall’art. 59, comma 4. Per l’abitazione colonica e gli altri fabbricati con area scoperta di  pertinenza la Tassa è dovuta anche quando nella zona in cui è attivata la raccolta dei rifiuti è situata soltanto la strada di accesso all’abitazione ed al fabbricato”.Il successivo art. 62, comma 2, dello stesso  Dlgs. n. 507/93, nel disciplinare i casi di esonero dal pagamento Tarsu, prevedeva che “non sono soggetti alla Tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell’anno”, ed è necessario che queste circostanze “siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili  o ad idonea documentazione”.Anche ai fini Tarsu, così come per la Tari, un immobile è escluso da tassazione solo se ne è provata la sua impossibilità oggettiva a produrre rifiuti.La Circolare 22 giugno 1994, n. 95 del Ministero delle Finanze 22 giugno 1994, n. 95, in merito ai casi di esonero dal pagamento Tarsu, precisa che “il comma 2 [dell’art. 62, del Dlgs. n. 507/93] menziona esplicitamente i casi di esonero o esclusione dalla tassa per la sussistenza di condizioni obiettive che impediscono la produzione di rifiuti riguardanti la natura o l’assetto delle superfici (ad es. luoghi impraticabili o interclusi o in abbandono, non soggetti a manutenzione o stabilmente muniti di attrezzature che impediscono la produzione di rifiuti), il particolare uso delle superfici (…) ovvero l’obiettiva condizione di non utilizzabilità immediata (…). Trattandosi di cause di esclusione dal Tributo e non di agevolazioni la mancata indicazione delle predette circostanze nella denuncia comporta soltanto l’inversione dell’onere della prova a carico dell’utente, che può produrla anche successivamente con diritto a sgravio o restituzione del Tributo”.Con riferimento alla tassazione dei  garage, è opportuno distinguere il caso in cui detta tipologia di immobili  risulti pertinenziale ad altra unità immobiliare da quello in cui risultano autonomi.Se il garage è pertinenza di un’abitazione segue la tassazione dell’immobile principale, altrimenti verrà tassato applicando la tariffa relativa alla Categoria di utenza non domestica più pertinente. Secondo l’art. 1, comma 642, della Legge n.  47/13, il locale può essere esonerato dall’applicazione della Tari, ma il contribuente è tenuto a provare l’impossibilità oggettiva di produrre rifiuti. In merito all’onere della prova dell’oggettiva inutilizzabilità del garage si è espressa anche la Corte di Cassazione, la quale, nella Sentenza n. 6710/14, dichiara che “Ne consegue che l’impossibilità dei locali o delle aree a produrre rifiuti per loro natura o per il particolare uso, prevista dall’art. 62, comma 2, non può essere ritenuta in modo presunto dal giudice tributario, essendo onere del contribuente indicare nella denuncia originaria o di  variazione le obiettive condizioni di inutilizzabilità” (conformi anche Sentenza Corte di Cassazione n. 33/15 e Sentenza Corte di Cassazione n. 7617/16).Ai fini della tassazione dei garage, qualora quest’ultimo risulti autonomo rispetto ad un altro immobile, può essere esentato solo qualora ne venga dimostrata dal contribuente l’impossibilità oggettiva a produrre rifiuti (ad esempio,deficit strutturali dell’immobile o  inaccessibilità dello stesso).Il mancato allaccio alle utenze non è di per sé sufficiente  all’esenzione.Parimenti, non rappresenta condizione sufficiente  per l’esenzione il mancato utilizzo da parte del proprietario, in quanto rappresenta un esempio di inutilizzabilità soggettiva e non oggettiva.In conclusione, l’oggettiva condizione di inutilizzabilità del garage deve essere appurata di volta in volta dall’Ente in fase di accertamento mediante l’espletamento di opportune verifiche (sopralluogo al fine di verificare la non utilizzabilità oggettiva del garage).

 

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