caricamento...
chiudi ricerca

Risultati della tua ricerca:

NUOVO CODICE APPALTI E’ OBBLIGATORIA LA PROGRAMMAZIONE DEGLI ACQUISTIN DEI BENI E SERVIZI

NUOVO CODICE APPALTI E’ OBBLIGATORIA LA PROGRAMMAZIONE DEGLI ACQUISTIN DEI BENI E SERVIZI

Autore: Cinzia Devincenzi

Questo articolo contiene:

Codice Appalti, Programmazione, Acuisti, Beni, Servizi, Programma, Dup, Mef

09/08/2016

SFOGLIA GLI ARTICOLI
CON UN TOUCH

Il nuovo codice degli appalti e delle concessioni contiene profonde innovazioni in tema di programmazione di forniture e servizi che, superano quelle già introdotte dalla legge di stabilità 208/2015, e che si sovrappongono con l’abrogazione progressiva delle attuali previsioni contenute nel regolamento attuativo  in cui, il legislatore, prevede come noto una semplice facoltà delle amministrazione di predisporre un programma di acquisti.

 La programmazione degli acquisti di beni e servizi nel nuovo codice
Nel testo del nuovo codice, viene introdotta la questione della programmazione dei lavori sia in tema di acquisti di beni e servizi sia rilevanti novità che riguardano la tradizionale programmazione dei lavori pubblici.
Confrontando, in particolare, l’inciso iniziale del comma 505 dell’articolo 1 della legge 208/2015 ed il primo comma dell’articolo 21 del testo del nuovo codice emerge, una prima differenza sostanziale rispetto alla previsione della legge di stabilità in cui il programma sembra contingentato ai casi di acquisti di beni e servizi “di importo unitario stimato superiore a 1 milione di euro”.
Nel primo comma dell’articolo 21 del nuovo codice, invece, si evidenzia che “le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori adottano il programma biennale degli acquisti di beni e servizi” – e questo vale anche per i lavori pubblici –, se approvato “nel rispetto dei documenti programmatori e in coerenza con il bilancio”.
Se il riferimento al bilancio è scontato, quello ai documenti programmatori pone la questione della compatibilità con il documento unico della programmazione (DUP) fattispecie della contabilità armonizzata in sostituzione della relazione previsionale e programmatica.

L’obbligatorietà della programmazione
La programmazione risulterà obbligatoria a prescindere dal valore complessivo delle acquisizioni, nel programma (compresi gli aggiornamenti) dovranno essere inseriti gli acquisti di importo pari o superiore ai 40 mila euro (che poi rappresenta anche la soglia massima di acquisto dei comuni non capoluogo che sono stazioni appaltanti non qualificate) e, “nell’ambito del programma, le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori individuano i bisogni che possono essere soddisfatti con capitali privati” .Questo può essere considerato come una sorta di proposta/manifestazione aperta ai soggetti interessati ad intervenire a vantaggio dell’ente per proporsi come finanziatori di iniziative che riguardano acquisti di beni o di servizi.
Un’ iniziativa di questo tipo potrebbe essere inquadrata come equivalente alla previsione totalmente innovativa riguardante però le opere pubbliche ad esclusione dei servizi e delle forniture.
La norma in commento prevede specifici obblighi di comunicazione, in quanto le amministrazioni pubbliche sono tenute a comunicare – entro il mese di ottobre – l’elenco delle acquisizioni di forniture e servizi d’importo superiore al 1 milione di euro che prevedono di inserire nella programmazione biennale al Tavolo tecnico dei soggetti di cui all’articolo 9, comma 2, del decreto legge 24.4.2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23.6.2014, n. 89, che li utilizza ai fini dello svolgimento dei compiti e delle attività ad esso attribuiti.
È bene rammentare che la norma mette in evidenza come in tema di acquisizioni di beni e servizi informatici e di connettività le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori tengano conto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 513, della legge 28.12.2015, n. 208, il quale introduce un specifico obbligo di acquisizione dai soggetti aggregatori con limitatissime possibilità di deroga, tra l’altro, soggette ad autorizzazione dal vertice amministrativo dell’amministrazione.

La pubblicazione del programma degli acquisti di beni e servizi
Così come il programma triennale dei lavori pubblici, anche il programma degli acquisti di beni e servizi è soggetto a specifica pubblicazione:

  • sul profilo del committente (ovvero la stazione appaltante);
  • sul sito informatico del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
  • sul sito informatico dell’Osservatorio;

Tali pubblicazioni possono avvenire “anche tramite i sistemi informatizzati delle regioni e delle provincie autonome di cui all’articolo 29, comma 4”il quale puntualizza che “per i contratti e gli investimenti pubblici di competenza regionale o di enti territoriali, le stazioni appaltanti provvedono all’assolvimento degli obblighi informativi e di pubblicità disposti dal presente codice, tramite i sistemi informatizzati regionali, che devono comunque garantire l’interscambio delle informazioni e l’interoperabilità, tramite cooperazione applicativa, dei rispettivi sistemi e delle piattaforme telematiche con le banche dati dell’ANAC e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”.
5. Le modalità di aggiornamento ed i dettagli del programma degli acquisti di beni e servizi
La definizione dei riferimenti di dettaglio relativamente al programma (anche dei lavori pubblici) è rimessa ad un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, “da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, previo parere del CIPE, sentita la Conferenza unificata sono definiti:
a) le modalità di aggiornamento dei programmi e dei relativi elenchi annuali;
b) i criteri per la definizione degli ordini di priorità, per l’eventuale suddivisione in lotti funzionali, nonché per il riconoscimento delle condizioni che consentano di modificare la programmazione e di realizzare un intervento o procedere a un acquisto non previsto nell’elenco annuale;
c) i criteri e le modalità per favorire il completamento delle opere incompiute;
d) i criteri per l’inclusione dei lavori nel programma e il livello di progettazione minimo richiesto per tipologia e classe di importo;
e) gli schemi tipo e le informazioni minime che essi devono contenere, individuandole anche in coerenza con gli standard degli obblighi informativi e di pubblicità relativi ai contratti;
f) le modalità di raccordo con la pianificazione dell’attività dei soggetti aggregatori e delle centrali di committenza ai quali le stazioni appaltanti delegano la procedura di affidamento”.
Inoltre, fino all’adozione del decreto in parola, rimangono in vigore gli atti di programmazione già adottati all’interno dei quali le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori individuano un ordine di priorità degli interventi, tenendo comunque conto dei lavori necessari alla realizzazione delle opere non completate e già avviate sulla base della programmazione triennale precedente, dei progetti esecutivi già approvati e dei lavori di manutenzione e recupero del patrimonio esistente, nonché degli interventi suscettibili di essere realizzati attraverso contratti di concessione o di partenariato pubblico privato. Le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori procedono con le medesime modalità per le nuove programmazioni che si rendano necessarie prima dell’adozione del decreto”.

6. Il dettaglio introdotto dalla legge di stabilità
Se il decreto dovesse realmente limitarsi ad individuare le sole modalità di aggiornamento ed i soli criteri di individuazione delle priorità, in relazione al contenuto, dal punto di vista pratico/operativo può sicuramente essere utilizzata la norma delle legge di stabilità che introduce un obbligo di programmazione degli acquisti di beni e servizi per certe soglie complessive.
Nel testo del codice, l’obbligo dell’inserimento dell’acquisto nel programma è previsto a partire dagli per importi pari o superiori ai 40 mila euro, per cui sembra interessante, prendere in considerazione la realizzazione della programmazione dal punto di vista pratico anche alla luce della circostanza che, al pari del programma triennale dei lavori pubblici, anche il programma in argomento dovrà essere inserito del DUP.
Al netto dell’inciso sopra riportato  e  considerando il comma 505,  dalla norma della legge di stabilità emerge che il programma biennale degli acquisti di beni e servizi deve essere predisposto:

sulla base dei fabbisogni di beni e servizi. La definizione del fabbisogno implica pertanto un coinvolgimento dei vari servizi, magari coordinati dal responsabile dei servizi finanziario (o dal segretario). Il dato verrà reperito attraverso le richieste da confrontarsi con l’andamento storico e le nuove necessità dovranno essere immediatamente evidenziate.
Dai riferimenti successivi circa il contenuto del programma – con le sue articolazioni annuali relativi agli acquisti da effettuare nell’esercizio finanziario di riferimento -, emerge che ogni partizione/servizio dovrà indicare: le prestazioni oggetto dell’acquisizione; la quantità e, ove disponibile, il numero di riferimento della nomenclatura,

La legge di stabilità richiede anche l’indicazione delle relative tempistiche di acquisizione.
Sempre la norma in esame prevede che “l’aggiornamento annuale indica le risorse finanziarie relative a ciascun fabbisogno quantitativo degli acquisti per l’anno di riferimento”.
Il riferimento appare, ovviamente, necessario e ciò implica anche la necessità dei pareri,sulla fattibilità tecnica e quello relativo alla c.d. compatibilità monetaria (art. 183, comma 8, del decreto legislativo 267/2000) che riguarda, principalmente, non più il patto di stabilità – abrogato dalla legge di stabilità – ma la nuova regola di contenimento della finanza pubblica ovvero il c.d. principio del pareggio di bilancio.
7. La questione della responsabilità per mancata predisposizione del programma
La legge di stabilità riporta una norma non riprodotta nell’articolo in commento relativo alle responsabilità in caso di inadempienze delle stesse disposizioni fissate dal comma 505 ed in particolare, le violazioni sono valutabili “ai fini della responsabilità amministrativa e disciplinare dei dirigenti, nonché ai fini dell’attribuzione del trattamento accessorio collegato alla performance”.
Si è indotti a ritenere che tali responsabilità permangano anche alla luce del nuovo codice.
La legge di stabilità già disciplinava le questioni delle acquisizioni non comprese nel programma ora su questo, come visto, si pronuncerà il Ministero con il predetto decreto.
Ad ogni buon conto si rammenta che la norma della legge di stabilità ha previsto che “le acquisizioni non comprese nel programma e nei suoi aggiornamenti non possono ricevere alcuna forma di finanziamento da parte di pubbliche amministrazioni. Sono fatte salve le acquisizioni imposte da eventi imprevedibili o calamitosi, nonché le acquisizioni dipendenti da sopravvenute disposizioni di legge o regolamentari”.
La comunicazione al tavolo dei soggetti aggregatori risulta ora limitata alle programmazioni di acquisto per importi superio al milione di euro ma la norma della legge di stabilità prevede in realtà un obbligo di pubblicazione ben più articolato e complesso.
Infatti, in questo si prevede come debbano essere oggetto di comunicazione e pubblicazione secondo le modalità già indicate, “nel loro testo integrale tutti i contratti stipulati in esecuzione del programma biennale e suoi aggiornamenti, fatta salva la tutela delle informazioni riservate di proprietà del committente o del fornitore di beni e servizi”.
Della persistente validità della disposizione si dubita alla luce delle norme di cui all’articolo 29.

8. Programmazione e principi in tema di trasparenza
Come si legge nella relazione tecnica del codice, nell’articolo 29 (Principi in materia di trasparenza), recepisce gli articoli da 48 a 55 della direttiva 2014/24/UE, da 67 a 75 della direttiva 2014/25/UE nonché dà attuazione all’articolo 1, comma 1, lettere s), dd), ii), eee), della legge delega 28 gennaio 2016, n. 11.
L’articolo 29, detta disposizioni volte a definire i principi in materia di trasparenza che prevedono l’ampliamento di quanto già previsto in materia dal decreto legislativo n. 33 del 2013.
L’articolo dispone che tutti gli atti delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori relativi alla programmazione di lavori, opere, servizi e forniture, nonché alle procedure per l’affidamento di appalti pubblici di servizi, forniture, lavori e opere, di concorsi pubblici di progettazione, di concorsi di idee e di concessioni, compresi quelli tra enti nell’ambito del settore pubblico, nel caso non siano considerati riservati ovvero secretati, debbano essere pubblicati e aggiornati sul profilo del committente, nella sezione Amministrazione trasparente (art. 29,co1).
In tal modo si chiarisce l’inclusione tra gli atti soggetti a pubblicazione di quelli tra enti nell’ambito del settore pubblico, per i quali, non era chiara l’applicabilità del decreto legislativo n. 33 del 2013.
Gli atti dovranno essere anche pubblicati sul sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e sulla piattaforma digitale istituita presso l’Autorità nazionale anticorruzione, anche tramite i sistemi informatizzati delle sezioni regionali e le piattaforme regionali di e-procurement interconnesse tramite cooperazione applicativa (art. 29,co2).
Si prevede, inoltre che siano altresì pubblicati, nei successivi due giorni:

a)gli elenchi dei concorrenti esclusi dalla procedura;

b)elenchi di quelli ammessi;

c)degli appaltatori ammessi anche la documentazione non considerata riservata;

c)inoltre deve essere pubblicata la composizione della commissione giudicatrice e i curricula dei suoi componenti.

Nella stessa sezione dovranno essere pubblicati, altresì, i resoconti della gestione finanziaria dei contratti al termine della loro esecuzione.
Si prevede, inoltre, che le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto dei principi costituzionali, collaborino con gli organi dello Stato alla tutela della trasparenza e della legalità nel settore dei contratti pubblici operando, in particolare, nel rispettivo ambito territoriale a supporto delle stazioni appaltanti nell’attuazione del codice ed al monitoraggio delle fasi di programmazione, affidamento ed esecuzione dei contratti.

 

? PONI UN QUESITO SULL'ARGOMENTO
TORNA AGLI ARTICOLI

CDA Studio Legale Tributario · P.I. 02050580204 · Via Cremona 29/a, 46100 Mantova · Tel. 0376/227111 · info@cdastudio.it