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IL PERIODO DI SOSPENSIONE FERIALE DEI TERMINI PROCESSUALI

IL PERIODO DI SOSPENSIONE FERIALE DEI TERMINI PROCESSUALI

Autore: Cinzia Devincenzi

Questo articolo contiene:

Sospensione Feriale, Termini Processuali, Notifica, Giudizio, Ricorso, Mediazione, Reclamo,

09/08/2016

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Nel periodo 1.8 – 31.8.2016 opera la c.d. “sospensione feriale” dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie ed amministrative nonché alle Commissioni Tributarie, con la conseguenza che i termini :

a) decorrenti prima dell’1.8.2016 si interrompono;

b) decorrenti durante il periodo di “sospensione” iniziano a decorrere dall’1.9.2016.

In particolare la sospensione opera con riferimento ai termini previsti relativamente alla proposizione del ricorso e costituzione in giudizio, al deposito di memorie e documenti, alla definizione in via breve, all’accertamento con adesione, al reclamo / mediazione, nonché agli adempimenti richiesti per l’applicazione di alcuni istituti deflativi del contenzioso.

La sospensione non è applicabile relativamente ai termini per la presentazione all’Ufficio della documentazione richiesta a seguito di controllo formale delle dichiarazioni.Come noto, nel periodo estivo opera la c.d. “sospensione feriale” dei termini relativi ai procedimenti della giustizia civile, amministrativa e tributaria, disposta dall’art. 1, comma 1, Legge n. 742/69, in base al quale il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie ed a quelle amministrative è sospeso di diritto dal 1° al 31 agosto di ciascun anno, e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di sospensione, l'inizio stesso è differito alla fine di detto periodo”. Dal 2015 lo stesso ha una durata di 31 giorni il luogo dei precedenti 46, con conseguente  anticipazione di 15 giorni delle scadenze connesse agli adempimenti che cadono nello stesso periodo, per cui il periodo di sospensione feriale dei termini processuali va dall’1 al 31 Agosto.

c) non opera relativamente ai termini aventi “natura” amministrativa, per le controversie di lavoro, per i termini di presentazione all’Ufficio della documentazione richiesta a seguito del controllo formale delle dichiarazioni, per anomalie nei dati degli studi di settore, ecc.

Per individuare la scadenza dei termini processuali, oltre al periodo di sospensione feriale va considerato che, qualora gli stessi cadano di sabato o in un giorno festivo: la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo ma la festività del Santo patrono non costituisce giorno festivo ai fini della proroga al primo giorno non festivo successivo, tranne che per il Comune di Roma ed è necessario distinguere se il termine è con decorrenza successiva per cui la scadenza del termine è prorogata al primo giorno successivo non festivo ovvero “a ritroso” e in questo caso la scadenza del termine è anticipata al primo giorno precedente non festivo.

Va inoltre considerato che, ai sensi dell’art. 16, comma 5, D.Lgs. n. 546/92.

PROPOSIZIONE RICORSO (1° GRADO)

La proposizione del ricorso alla Commissione tributaria provinciale (CTP) va effettuato tramite:

notifica a mezzo Ufficiale giudiziario; o spedizione postale (in plico A/R senza busta); oppure consegna diretta all’Ufficio entro 60 giorni dalla notifica dell’atto impugnato a pena di inammissibilità (ex art. 21, D.Lgs. n. 546/92) e nel computo dei 60 giorni, non va considerato il giorno iniziale; va conteggiato il giorno finale, ossia il 60°. Per individuare il termine ultimo entro il quale presentare il ricorso, il conteggio dei 60 giorni va effettuato con modalità differenziate a seconda che la notifica sia avvenuta: entro il 31.7 (prima dell’inizio del periodo di sospensione feriale); dall’1.8 al 31.8 (durante il periodo di sospensione feriale).

NOTIFICA DELL'ATTO ENTRO IL 31.7

Se l’atto di accertamento è notificato prima del periodo di sospensione, il termine di 60 giorni per proporre ricorso di cui al citato art. 21 può scadere:

durante il periodo di sospensione, ossia tra l'1.8 e il 31.8;

dopo il periodo di sospensione, ossia dall’1.9.

Poiché i giorni compresi nel periodo feriale (31 giorni) non devono essere conteggiati, per individuare il termine (60 giorni) entro il quale presentare il ricorso, è necessario considerare:

 i giorni compresi tra la notifica dell’atto e il 31.7;

 i giorni successivi al 31.8 (quindi dall’1.9).

Se ad esempio la  notifica di  un  avviso  di  accertamento avviene in data 26.07/2016 il termine per la proposizione del ricorso scade il 25.10.2016.

NOTIFICA DELL'ATTO TRA L’1.8 E IL 31.8

Nel caso in cui l’accertamento sia notificato tra l’1.8 ed il 31.8, ossia durante il periodo di sospensione feriale, il computo dei 60 giorni utili per la proposizione del ricorso va effettuato a partire dall’1.9.

Se ad esempio la notifica di un avviso di accertamento avviene in data 18/08/2016   Il termine

per la proposizione del ricorso è il 30.10.2016  il quale cade  di  domenica  e pertanto il ricorso  può essere presentato   entro lunedì 31.10.2016.

Se la notifica dell’avviso di accertamento avviene nel periodo di sospensione (1.8 –  31.8), il termine per la proposizione del ricorso scade in ogni caso il 31.10.2016 in quanto il  30.10, scadenza dei 60 giorni, cade di domenica, considerato che il termine iniziale dal quale computare i 60 giorni è sempre l’1.9.

Quest’anno la sospensione feriale opera anche con riferimento agli atti notificati il 31.5.2016. Infatti, poiché i 60 giorni scadono il 30.7, che cade di sabato, il termine per il ricorso è fissato all’1.9.2016.Di contro non è possibile fruire della sospensione per gli atti notificati entro il 30.5.2016, per i quali il termine per il ricorso scade il 29.7.2016.

 

RECLAMO/MEDIAZIONE

Come stabilito dall’art. 17-bis, D.Lgs. n. 546/92, nella nuova formulazione in vigore dall’1.1.2016per effetto delle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 156/2015, per gli atti di valore non superiore  a€ 20.000, emessi da qualunque Ente impositore, la proposizione del ricorso produce gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione di fatto, ora,  l’impugnazione produce, oltre agli effetti sostanziali e processuali tipici del ricorso, anche quelli del reclamo / mediazione, non rendendo più necessaria la presentazione dell’apposita istanza di reclamo.

Il ricorso non è procedibile fino alla scadenza del termine di 90 giorni dalla notifica dello stesso all’Ente impositore, ossia fino al termine entro il quale va conclusa la mediazione. In particolare, con la proposizione del ricorso prende avvio una fase amministrativa di durata pari a 90 giorni  entro la quale deve svolgersi il reclamo / mediazione. Il termine di 90 giorni usufruisce della sospensione feriale.

Decorsi i 90 giorni, l’azione giudiziaria può essere proseguita attraverso la costituzione in giudizio che deve intervenire entro 30 giorni.

COSTITUZIONE IN GIUDIZIO

Dopo la proposizione del ricorso o qualora il reclamo / mediazione non sia accolto o non si concluda con esito positivo, il ricorrente, a pena di inammissibilità, deve costituirsi in giudizio, presentando alla competente Commissione tributaria l’originale / copia conforme del ricorso, secondo quanto disposto dall’art. 22, D.Lgs. n. 546/92.

COSTITUZIONE IN GIUDIZIO DOPO LA PRESENTAZIONE DEL RICORSO

Qualora il valore della lite sia superiore a € 20.000, il termine di 30 giorni per la costituzione in giudizio va computato avendo riguardo al giorno “effettivo” di proposizione del ricorso, a prescindere dal fatto che a tal fine siano stati “utilizzati” interamente o meno i 60 giorni previsti.

COSTITUZIONE IN GIUDIZIO DOPO IL RECLAMO / MEDIAZIONE

Per le liti di valore non superiore a € 20.000, qualora il reclamo non sia accolto  ovvero  la  mediazione  non  sia  conclusa,  per  poter  “proseguire”  nel  contenzioso il  contribuente deve costituirsi in giudizio ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 17-bis e 22, D.Lgs. n. 546/92 .ed i 30 giorni per la costituzione  vanno calcolati a partire dal giorno successivo al 90° giorno decorrente dalla notifica del ricorso all’Ufficio. Qualora, prima del decorso dei suddetti 90 giorni, il contribuente si costituisca in giudizio, la trattazione della causa viene rinviata al fine di consentire l’esame del reclamo ed il termine di 30 giorni entro il quale va depositato il ricorso per la costituzione in giudizio è influenzato dalla sospensione feriale dei termini.

DEPOSITO DOCUMENTI, MEMORIE E BREVI REPLICHE

Per il deposito di documenti, memorie e brevi repliche scritte, l’art. 32, D.Lgs. n. 546/92, prevede termini differenziati a seconda del tipo di atto, ossia: deposito documenti :entro 20  “giorni liberi” prima della trattazione; deposito memorie entro 10  “giorni liberi” prima della trattazione;deposito brevi repliche scritte entro 5  “giorni liberi” prima dell’udienza (in caso di trattazione in camera di Consiglio)

E’  necessario considerare che:

il computo del termine va effettuato “a ritroso” e pertanto il periodo di sospensione feriale può determinare un’anticipazione della scadenza del deposito;

nel calcolo dei c.d. “giorni liberi” non vanno considerati né il giorno iniziale né quello finale;

se il termine cade in un giorno festivo, lo stesso è anticipato al giorno precedente non festivo, tenendo conto che il sabato va considerato festivo.

Ciò trova applicazione anche in caso di presentazione dell’istanza di trattazione in pubblica udienza, qualora la stessa sia contenuta in un atto separato rispetto al  ricorso,poiché in tale ipotesi il termine è stabilito in 10 “giorni liberi” prima della data dell’udienza

PROPOSIZIONE APPELLO (2° GRADO)

L’impugnazione della sentenza della Commissione tributaria provinciale può avvenire entro i seguenti termini:entro 60 giorni (escluso il periodo feriale) dalla notifica della sentenza a cura delle parti ovvero entro 6 mesi dalla pubblicazione (deposito in Segreteria) della sentenza.

Si rammenta che il termine “lungo” di impugnazione previsto dall’art. 327, C.p.c, è pari a 6 mesi dalla data di deposito della sentenza, così come disposto dalla Legge n. 69/2009 (tale termine è applicabile ai giudizi instaurati successivamente al 4.7.2009, ossia ai ricorsi notificati in primo grado dopo tale data).

DEFINIZIONE IN VIA BREVE

Entro il termine previsto per la proposizione del ricorso (60 giorni) ex art. 2, comma 1,   D.Lgs. n. 99/2000 il contribuente può avvalersi della definizione agevolata ex artt. 16, comma 3 e 17, comma 2, D.Lgs. n. 472/97, alla quale sono applicabili le disposizioni in materia di sospensione feriale.

ACCERTAMENTO CON ADESIONE

A seguito della presentazione dell’istanza di accertamento con adesione da  parte del contribuente, si determina la sospensione del termine per la proposizione del ricorso per un periodo di 90 giorni. Il contribuente dispone quindi di 150 giorni dalla notifica dell’atto di accertamento per proporre ricorso. Se tale periodo cade nella sospensione feriale va considerato l’ulteriore rinvio fino al 31.8, con conseguente applicazione di una “doppia” sospensione L’operatività della sospensione feriale all’accertamento con adesione è riconosciuta sia dalla giurisprudenza che dall’Amministrazione finanziaria In particolare il MEF, ha affermato che“la presentazione della … istanza produce … l'effetto di sospendere sia i termini per l'impugnazione dell'atto davanti alla Commissione tributaria provinciale sia i termini per il pagamento dell'IVA dovuta ai sensi dell'art. 60, primo comma, del D.P.R. n. 633 del 1972. Entrambi i termini sono sospesi per un periodo di 90 giorni ai sensi dell'art. 6, comma 3, del  citato D.Lgs. n. 218 del 1997. Ai fini della determinazione dei termini di impugnazione opera altresì la sospensione feriale prevista dall'art. 1 della legge 7 Agosto 1969, n. 742”

MANCATO PERFEZIONAMENTO DELL’ADESIONE

Qualora le parti non pervengano ad un accordo, con conseguente mancato perfezionamento dell’adesione, si ritiene comunque operante il periodo di sospensione dei termini previsto ai fini della presentazione del ricorso, come precisato dalla Corte Costituzionale nell’ordinanza 15.4.2011, n. 140

SOSPENSIONE FERIALE E PAGAMENTO SOMME DERIVANTI DA ATTI IMPOSITIVI

La sospensione feriale ha effetto nei confronti dei pagamenti di somme dovute a seguito di accertamenti esecutivi, ossia agli accertamenti emessi a decorrere dall’1.10.2011 riguardanti IRES, IRPEF, IVA o IRAP relativi ai periodi d’imposta in corso al 31.12.2007 e successivi; di contro non opera per i versamenti da effettuare entro un prefissato termine (60 giorni) da un determinato evento (ad esempio, notifica dell’atto, ricevuta della raccomandata, ecc.); e nel versamento di somme dovute in base ad una cartella di pagamento che, ai sensi dell’art. 25, DPR n. 602/73, va effettuato entro 60 giorni dalla notifica dell’atto.

SOSPENSIONE FERIALE E “BLOCCO” DEGLI ATTI ESECUTIVI

Come accennato, gli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate hanno valore di titolo esecutivo, ossia contengono l’intimazione al pagamento entro il termine di presentazione del ricorso, ciò comporta che gli stessi non sono seguiti dall’iscrizione a ruolo e dalla relativa cartella di pagamento. In particolare: decorsi 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento lo stesso diventa esecutivo;

  • decorsi 30 giorni dalla scadenza del termine per la proposizione del ricorso l’esazione delle somme viene affidata all'Agente della riscossione;
  • per i successivi 180 giorni l’esecuzione della riscossione è sospesa. Ai fini del decorso del termine di 180 giorni la sospensione feriale non opera

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