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MODIFICHE AL LIMITE DI INDEBITAMENTO PER GLI ENTI LOCALI

MODIFICHE AL LIMITE DI INDEBITAMENTO PER GLI ENTI LOCALI

Autore: Michele Merlotti

Questo articolo contiene:

Limite indebitamento, legge di stabilità

09/04/2014

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Limiti meno restrittivi per gli Enti locali per l’assunzione di mutui: è questa una delle novità che emergono dalla lettura delle recente Legge di stabilità 2014.

Il provvedimento va infatti a modificare il limite di indebitamento di cui all’art. 204 del TUEL, il cui mancato rispetto preclude la possibilità di contrarre nuovi prestiti, aumentandolo all’8% per le annualità 2012 e successive; la norma, che nel corso degli ultimi anni era stata oggetto di numerose modifiche, fissava precedentemente detto limite nell’8 e nel 6% per le annualità 2013 e 2014 (D.L. 28/06/2013, n. 76).

Riportiamo di seguito integralmente l’art. 1, comma 735 della citata Legge 27/12/2013, n. 147:

Al comma 1 dell'articolo 204 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, il primo periodo è sostituito dal seguente: «Oltre al rispetto delle condizioni di cui all'articolo 203, l'ente locale può assumere nuovi mutui e accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato solo se l'importo annuale degli interessi, sommato a quello dei mutui precedentemente contratti, a quello dei prestiti obbligazionari precedentemente emessi, a quello delle aperture di credito stipulate e a quello derivante da garanzie prestate ai sensi dell'articolo 207, al netto dei contributi statali e regionali in conto interessi, non supera il 12 per cento, per l'anno 2011, e l'8 per cento, a decorrere dall'anno 2012, delle entrate relative ai primi tre titoli delle entrate del rendiconto del penultimo anno precedente quello in cui viene prevista l'assunzione dei mutui».

Da segnalare inoltre che l’art. 5 del D.L. 6 marzo 2014, n. 16 ha introdotto quanto segue: “al fine di favorire gli investimenti degli enti locali, per gli anni 2014 e 2015, i medesimi enti possono assumere nuovi mutui e accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato, oltre i limiti di cui al comma 1 dell’art. 204 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per un importo non superiore alle quote di capitale dei mutui e dei prestiti obbligazionari precedentemente contratti ed emessi rimborsate nell’esercizio precedente”.

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