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FATTURAZIONE ELETTRONICA PER LE PRESTAZIONI PROFESSIONALI IN FAVORE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

FATTURAZIONE ELETTRONICA PER LE PRESTAZIONI PROFESSIONALI IN FAVORE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Autore: Gianluca Sacchi

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FatturaPA

04/05/2015

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Il 31 marzo 2015 è entrato in vigore l'obbligo di fatturazione elettronica per le prestazioni rese nei confronti della Pubblica Amministrazione. L'obiettivo è quello di favorire una maggiore semplificazione e razionalizzazione del ciclo di approvvigionamento attraverso la trasparenza ed il monitoraggio della spesa pubblica. I soggetti interessati all’emissione di fattura elettronica sono i professionisti, ovvero i lavoratori autonomi in possesso di partita IVA, che prestano la loro attività a favore della P.A. Il termine “professionisti” risulta spesso generico e comprende tutte quelle categorie di soggetti esterni che a titolo personale, prestano la loro attività a favore dell’ente. Il problema sorge quando si fanno rientrare in tale categoria anche i lavoratori occasionali e i collaboratori che però non sono provvisti di partita IVA. I lavoratori occasionali non dovranno emettere fattura elettronica, ma potranno continuare ad emettere note di debito cartacee anche dopo il 31 marzo 2015 (data a partire dalla quale è obbligatorio l’invio della fattura elettronica per chi effettua un servizio a favore della Pubblica Amministrazione). Per i collaboratori non ci si pone nemmeno il problema della fattura elettronica in quanto l’assimilazione al lavoro dipendente, costringe a pagarli previa emissione di busta paga.

Un problema che andrebbe risolto è quello del pagamento delle pre-parcelle (o pre-note) da parte dell’ente verso i professionisti che hanno effettuato il servizio. L’introduzione della fattura elettronica non apporta novità rispetto alla possibilità offerta, a questi soggetti, di ottenere il pagamento del servizio a fronte dell’emissione della pre-nota ma successivamente saranno lo stesso obbligati ad emettere la fattura elettronica. L’ente potrebbe anche prevedere il pagamento solo dietro presentazione della fattura elettronica e non di semplice pre-nota. Questa possibilità dovrà essere comunicata ai fornitori che accettandola non potranno pretendere il pagamento a semplice presentazione di pre-nota. È importante ricordare che l’emissione della pre-nota può essere fiscalmente pericolosa, in quanto emessa anticipatamente rispetto all’effettiva riscossione dell’onorario e contenente tutti gli elementi della fattura, può costituire una vera e propria fattura e si rischierebbe di pagare una fattura cartacea, non rispettando l’obbligo di pagamento delle sole fatture elettroniche. Per evitare ciò è opportuno che l’ente verifichi che sulla pre-nota non sia indicata l’IVA in modo tale da non è essere considerata una fattura a tutti gli effetti.   Ancora meglio sarebbe se sull’avviso di notula ci fosse una dicitura che stabilisse che tale documento non risulti essere una fattura e che quest’ultima sarà emessa solo al momento della riscossione, in questo modo l’ente non correrebbe nessun rischio.

Un altro aspetto collegato alla fattura elettronica riguarda le spese anticipate che i lavoratori autonomi addebitano in nome e per conto del committente ai sensi dell’articolo 15 del Dpr n. 633/1972. Se le spese vengono addebitate in fattura insieme all’onorario, il fornitore sarà obbligato ad emettere una fattura elettronica. In caso le spese venissero addebitate separatamente, non sarebbe necessaria la fattura emessa elettronicamente ma basterebbe una nota di debito anche in versione cartacea.

Con l’introduzione della fattura elettronica ex art. 25 del decreto legge n.66/2014 è stato stabilito che i lavoratori autonomi hanno l’obbligo d’indicare in fattura il Cig (e il Cup quando esistente). Come chiarisce l’allegato 1 di tale decreto i professionisti sarebbero esclusi dal Cig. Bisogna prestare attenzione ad alcuni prestatori d’opera che ai sensi del Codice dei Contratti non sono da considerare prestatori di lavoro autonomo ma “appaltatori” di servizi e quindi sono esclusi dall’indicare il Cig in fattura. Sono inoltre esclusi dal Cig i Revisori e i “tecnici”,considerati appaltatori di servizi e non prestatori di lavoro autonomo come disciplinato dal decreto n.165/2001.

 

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