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FATTURAZIONE ELETTRONICA: CHIARIMENTI PER LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI CHE ACQUISISCONO FATTURE CARTACEE DOPO IL 30 MARZO

FATTURAZIONE ELETTRONICA: CHIARIMENTI PER LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI CHE ACQUISISCONO FATTURE CARTACEE DOPO IL 30 MARZO

Autore: Gianluca Sacchi

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FatturaPA

05/05/2015

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Come previsto dalla Circolare n.1 del 31 marzo 2014 del Ministero dell’Economia e delle Finanze,  non possono essere accettate e pagate da parte delle Pubbliche Amministrazioni le fatture cartacee emesse dai propri fornitori dopo il 30 marzo 2015. È importante ricordare che qualora le fatture fossero inviate in versione cartacea prima del 31 marzo 2015 ma pervenute alle PA in data successiva, le Pubbliche Amministrazioni saranno tenute ad accettarle e procedere al pagamento anche dopo i 3 mesi indicati dall’art. 1, comma 210, Legge 244/07. Decorsi i tre mesi le Pubbliche Amministrazioni non potranno più accettare le fatture emesse e trasmesse in forma cartacea e benché meno potranno procedere al pagamento, nemmeno parziale, sino all’invio in forma elettronica. La Circolare n.1 contempla anche la possibilità per le PA di pagare le fatture cartacee anche trascorsi i tre mesi indicati dal comma 210 qualora sussistano determinati motivi, come ad esempio: il tempo impiegato per la trasmissione della fattura, il pregiudizio per il diritto del fornitore, l’aggravamento del procedimento e l’impossibilità di emettere una nota di accredito per una fattura regolarmente emessa.

Il fattore discriminante per accettare o meno la fattura cartacea è la data di emissione della stessa. Come precisa l’art.21, comma 1, del Dpr. n. 633/72 la fattura si considera emessa quando questa viene consegnata, spedita, trasmessa o messa a disposizione del cessionario o committente. Infatti, siccome la fattura non rappresenta un contratto ma un atto unilaterale, questa assume valore giuridico dal momento in cui il destinatario ne viene a conoscenza, a meno che quest’ultimo non dimostri di non esserne venuto a conoscenza, per fatti la cui colpa non sia ad esso imputabile. La data di emissione della fattura deve essere sempre indicata, soprattutto ai fini dell’esatta imputazione al periodo di riferimento e qualora non vi fossero altre specifiche indicazioni, la data in cui tale documento viene emesso dovrà coincidere con la data di consegna o con quella di spedizione.

Da un punto di vista documentale la fattura ricevuta sarà sempre oggetto di protocollo così come pervenuta dall’Ente. La registrazione di protocollo come dispone l’art. 53 del Dpr. n. 445/00 è obbligatoria per tutti i documenti ricevuti o spediti da una pubblica amministrazione e per tutti i documenti informatici. È bene ricordare che una fattura può anche essere rifiutata qualora mancassero dei dati come il Cig o il Cup  ma sarà sempre obbligatorio effettuare la registrazione nel registro di Protocollo generale dato che la finalità giuridica dell’operazione di Protocollo è quella di attestare la data nella quale un certo documento è stato ricevuto dall’Ente.

Il decreto ministeriale del 17 giugno 2014 aggiunge che le fatture debbano essere prodotte in formati in grado da non poter subire modifiche e allo stesso tempo di essere leggibili possedendo inoltre i requisiti di integrità,autenticità e conservabilità. Dal 31 marzo 2015, sarà infatti obbligatorio l’invio della fattura elettronica nel formato xml autenticata dalla firma elettronica, in modo da garantire i requisiti descritti poc’anzi e la trasmissione della stessa avverrà esclusivamente mediante il sistema d’interscambio Sdi, gestito direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

 

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