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IMPOSTA DI BOLLO: UTILIZZO DEL MODELLO “F24” PER L’ASSOLVIMENTO IN MODO VIRTUALE

IMPOSTA DI BOLLO: UTILIZZO DEL MODELLO “F24” PER L’ASSOLVIMENTO IN MODO VIRTUALE

Autore: Andrea Goldin

Questo articolo contiene:

Imposta di bollo

05/03/2015

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Con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 3 febbraio 2015 viene estesa la modalità di versamento di cui all’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, alle somme dovute per l’imposta di bollo assolta in modo virtuale.

Con tale provvedimento l’Amministrazione finanziaria dispone che, a partire dal 20 febbraio 2015, dovrà essere utilizzato il Modello “F24” per effettuare i versamenti per l’assolvimento dell’Imposta di bollo in modo virtuale, di cui agli artt. 15 e 15bis del Dpr. n. 642/72, nonché dei relativi accessori, interessi e sanzioni.

Attualmente l’Imposta viene versata mediante Modello “F23” dai soggetti autorizzati all’apposizione del bollo virtuale, e fino al 31 marzo 2015, per permettere l’adeguamento alla nuova modalità di pagamento è stabilito un periodo di transizione durante il quale è possibile utilizzare il Modello “F23” o il Modello “F24”.

La ratio di questa disposizione è la semplificazione degli adempimenti fiscali dei contribuenti che già utilizzano il Modello “F24” per il pagamento dei tributi.

Con la Risoluzione n. 12/E del 3 febbraio 2015 l’Agenzia delle Entrate ha comunicato i codici-tributo da utilizzare per i versamenti.

I codici sono i seguenti:

- “2505” denominato “Bollo Virtuale - Rata”;

- “2506” denominato “Bollo Virtuale - Acconto”;

- “2507” denominato “Bollo Virtuale - Sanzioni”;

- “2508” denominato “Bollo Virtuale - Interessi”.

Questi codici sono utilizzabili anche per il versamento del bollo virtuale, tramite il Modello F24 EP, che dovrà essere compilato secondo le seguenti istruzioni:

- nella Sezione “Contribuente”, verrà indicato il codice fiscale e la denominazione/ragione sociale dell’Ente pubblico che effettua il versamento;

- nella Sezione “Dettaglio Versamento” verranno indicati:

- nel campo “sezione”, il valore “F” (Erario);

- nel campo “codice tributo/causale”, il codice tributo;

- nei campi “codice ufficio”, “codice atto” e “riferimento B” il codice atto, il codice ufficio e l’anno di riferimento, nel formato “AAAA”, reperibili all’interno dell’atto emesso dall’Agenzia delle Entrate;

- nel campo “riferimento A”, nessun valore.

In caso di versamento in forma rateale, riferendosi quindi al codice “2505”, nel campo “riferimento A” si dovrà indicare il numero della rata bimestrale nel formato “NNRR”, dove “NN” riguarda il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate bimestrali (ad esempio: 0106, nel caso di prima rata di 6 rate bimestrali). Il campo “riferimento B” verrà valorizzato con l’anno di riferimento, nel formato “AAAA” reperibile all’interno dell’atto emesso dall’Agenzia delle Entrate.

Inoltre, viene specificato che anche l’utilizzo del codice “9400” - definito “Spese di notifica per atti impositivi” – è possibile attraverso la modalità di versamento F24 EP seguendo le stesse istruzioni sopra descritte.

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