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IL REFERTO SUL CONTROLLO DI GESTIONE DA INVIARE ALLA CORTE DEI CONTI

IL REFERTO SUL CONTROLLO DI GESTIONE DA INVIARE ALLA CORTE DEI CONTI

Autore: Marco Castellini

Questo articolo contiene:

Controllo di gestione, corte dei conti

05/09/2014

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Premessa normativa

L’art. 1 c. 5 del D.L. 168 / 2004, convertito con modificazioni nella L. 191 / 2004, ha inserito nel Testo Unico sull’Ordinamento degli Enti Locali (T.U.E.L. – D. Lgs. 267/2000) l’art. 198 bis, secondo cui: “Nell’ambito dei sistemi di controllo di gestione di cui agli artt. 196, 197 e 198, la struttura operativa alla quale è assegnata la funzione del controllo di gestione fornisce la conclusione del predetto controllo … anche alla Corte dei Conti”.

L’obbligo di effettuare il controllo di gestione coinvolge tutti i comuni, indipendentemente dalla dimensione demografica, pertanto anche l’obbligo di inviare il Referto alla Corte dei Conti riguarda tutti gli Enti Locali. A questa disposizione di legge non sono seguiti provvedimenti esplicativi, perciò si può ritenere che ciascun Comune possa organizzare tale attività nei modi e nei tempi più consoni, anche in relazione alla propria dimensione ed alla struttura organizzativa.

In un contesto non rigidamente predefinito, tuttavia, si ritiene che il Referto da inviare alla Corte dei Conti debba avere un contenuto minimo e questo articolo intende fornire alcune indicazioni su tale contenuto minimo, fermo restando che ciascun Ente potrà poi arricchire il Referto con numerose possibili analisi, che saranno oggetto di ulteriori approfondimenti.

 

Contenuto minimo richiesto

Come specificato dall’art. 196 del T.U.E.L., il controllo di gestione è finalizzato a “… garantire la realizzazione degli obiettivi programmati, la corretta ed economica gestione delle risorse pubbliche, l’imparzialità ed il buon andamento della pubblica amministrazione e la trasparenza dell’azione amministrativa”. Secondo questa prescrizione generale, il referto richiesto dall’art. 198-bis del T.U.E.L. dovrebbe comporsi di due parti distinte:

  1. Referto sull’andamento complessivo: finalizzato ad un generale controllo amministrativo e contabile e di legittimità degli atti;
  2. Monitoraggio specifico dei centri di costo: inteso ad analizzare l’efficacia, l’efficienza e l’economicità di alcuni specifici servizi o attività, identificati quali centri di costo da monitorare.

Mentre la seconda parte sub b) è oggetto di scelte discrezionali da parte di ciascun Ente, che può liberamente scegliere quali centri di costo monitorare, quali variabili rilevare e quali indicatori ottenere, la prima parte sub a) è più vincolata a disposizioni di legge, finalizzate al controllo della buona amministrazione e della legittimità degli atti dell’Ente nel suo complesso. Per questo motivo, pur non essendoci una specifica previsione di legge al riguardo, si ritiene che il referto da inviare alla Corte dei Conti ai sensi dell’art. 198-bis del T.U.E.L. debba necessariamente contenere almeno i seguenti punti, tutti riconducibili alla prima parte sopra indicata sub a) Referto sull’andamento complessivo:

  1. Certificazione patto di stabilità: prospetto per la certificazione annuale delle risultanze del patto di stabilità interno, redatto dal Responsabile dei Servizi Finanziari, firmato dal Sindaco, visto dai Revisori dei Conti e trasmesso al M.E.F.;
  2. Spesa del personale: al fine di verificare il rispetto dei vincoli di riduzione delle spesa per il personale, occorre riportare il conto della gestione del personale, che raffronti le spese sostenute per il personale nel corso degli anni;
  3. Tempestività dei pagamenti: certificazione del tempo medio dei pagamenti effettuati nell’anno, che evidenzi il tempo medio di ritardo nei pagamenti, secondo quanto stabilito dall’art. 23, c. 5 lett. a) della Legge 69 / 2009 e dall’art. 9 del D.L. 78 / 2009 convertito nella Legge 102 / 2009;
  4. Acquisti in deroga a convenzioni CONSIP: esame e verifica delle Determinazioni emesse in materia di acquisto di beni e servizi ai sensi dell’art. 3 e 3 bis del DL 168/2004, convertito in legge n. 191/2004. La sintesi dell’esame delle Determine deve essere riportata in apposita tabella che indichi gli acquisti effettuati con deroghe CONSIP, evidenziando le relative motivazioni;
  5. Controlli interni: in seguito all’approvazione del Regolamento dei controlli interni, secondo quanto stabilito dal D.L. 174 / 2012, convertito con modificazioni nella Legge 213 / 2012, il Segretario Comunale deve dare evidenza dei controlli effettuati, dimostrando così che è stata effettivamente svolta l’attività di controllo interno.

 

Altri contenuti

A questi contenuti minimi necessariamente richiesti, si possono aggiungere altri prospetti o monitoraggi che consentano di verificare l’efficacia, l’efficienza e l’economicità dell’azione amministrativa, ai sensi dell’art. 197 c. 4 T.U.E.L.

Si può quindi aggiungere ogni altro indicatore che possa dare evidenza dell’efficacia, dell’efficienza e dell’economicità dell’azione amministrativa. Per tutti gli indicatori aggiunti, ai sensi dell’art. 197 T.U.E.L., occorre indicare:

  1. obiettivi del controllo;
  2. modalità di rilevazione dei dati necessari;
  3. analisi dei risultati ottenuti, in base agli obiettivi fissati.

Esiste un’ampia letteratura al riguardo, si rimanda ad un prossimo articolo sui possibili sviluppi di sistemi di controllo di gestione finalizzati al monitoraggio di specifici centri di costo, legati sia ad attività interne all’Ente che a servizi a domanda individuale.

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